BEYOND THE ADVANCED PSYCHIATRIC SOCIETY- A COLLECTIVE RESEARCH/ OLTRE LA SOCIETA' PSICHIATRICA AVANZATA- UNA RICERCA COLLETTIVA


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mercoledì 29 giugno 2011

for William M.: "A Backward Glance o'er Travel'd Roads"



                        
 (WALT WHITMAN, WHO ELSE?)












[see http://gconse.blogspot.com/2011/06/log-book-26-6-11-backward-look-over.html
'log book 26-6-11: a backward look over travelled roads'] 

Diario 29-6-11: Guardando indietro [Giacomo Conserva]




Fra poco più di dieci giorni sarò via, senza il mio Apple e i miei file, per quasi un mese. Può essere che di tanto in tanto io riesca a postare qualcosa, e leggere/mandare email a volte, ma l’operatività del blog sarà ridotta, con tutta probabilità, a zero.
Così sembra che i tempi siano maturi per una riconsiderazione.
1. Il blog è saldamente assestato, ha una quantità notevole di visitatori sia in Italia che all’estero (vedi i dati in fondo). Conosco alcune di queste persone (di questo più tardi), la maggior parte no. La prima cosa da dire- già menzionata altrove da me- è che il mio obiettivo all’inizio era diverso da come poi sono andate le cose; tutto è iniziato da una serie di scambi d’idee formali e informali di operatori psi di Parma, i miei colleghi- e dal nostro diffuso disagio non soltanto per i ben noti problemi di finanziamento che affliggono i servizi pubblici in Italia, ma- maggiormente- per:
a) l’indifferenza dell’opinione pubblica e della politica (almeno apparentemente) sul modo in cui sta andando avanti il nostro lavoro (soprattutto nel settore pubblico) ; b) la grande influenza di atteggiamenti puramente burocratici e organizzativi, di versioni standardizzate e dubbie di una versione tecnicizzata ma sostanzialmente depotenziata di psicologia dinamica/comportamentale, l’onnipresenza e il carattere di feticcio della farmacoterapia, l’influsso pervasivo di quello che ho chiamato universo del DSM  (vedi per esempio l’APPENDICE del mio testo su Ellen West etc);
c) un altro aspetto costitutivo della situazione è tutto l’insieme di mutamenti sociali-politici-culturali-etnici che stanno continuamente avendo luogo: dalla pervasività dell’uso di sostanze in persone molto giovani alla ‘crisi economica’, alla guerra,alla diffusione dei social networks (che, fra molte altre cose, si sono dimostrati capaci di assumere un ruolo politico DIRETTO), ai mutamenti nella composizione etnica, alla stessa rivoluzione tecnico-scientifica in sè; d)  tutto questo è molto poco discusso non solo a livello generale ma anche fra i professionisti e i referenti politico-organizzativi della salute mentale; quanto resta dei movimenti trasformativi della psichiatria, e degli atteggiamenti e ideologie che vi stavano alla base paiono da tempo essersi ridotti a un cercare di “fare il meglio possibile quel poco che possiamo fare”, o ad atteggiamenti populistico/cattolici di puro aiuto ai più reietti e di accettazione nei loro confronti (che certo è meglio che niente)-  a volte nei termini più onesti- a volte con inconfessati aspetti di auto-promozione e di imprenditoria morale nel senso di Szasz; e, cosa peggiore, tutto il nostro agire è inserito nella complessità della generale struttura di potere e nei conflitti di potere dell’elite del potere- con il POTERE che costituisce non semplicemente un elemento ricorsivo nel discorso psichiatrico/psicoterapeutico ma piuttosto un inconfessato, rimosso determinante sostanziale (o significante nascosto) di molto di quello che in realtà ha luogo. Si potrebbe riassumendo dire che vi è una politica globale di deziformacija (riguardante questa area sociale come molte altre). e) correlativamente a tutto questo, il blog doveva avere un obiettivo locale, ed il suo fine primario era di riattivare le linee di comunicazione in loco, aiutare operatori e non-operatori ad andare oltre la passività, piantar semi e dare idee per un nuovo dibattito (e, forse, per una nuova mobilitazione sociale).- Questo non è successo. Il pubblico del blog c’è, ma un feedback locale percepito (a parte momenti frammentari- anche se non insignificanti) e nuovi elementi di organizzazione non si sono finora materializzati. I motivi di tutto questo possono essere di qualche interesse, e degni di una discussione.

2. Così mi sono mosso verso la città di bits ed i mondi diversi.

3. Avevo a mia disposizione (e ho cercato e trovato) molti files e links in lingue diverse, spesso di interesse notevole; ho iniziato a portarli dentro. Così c’è stata la edizione in tre lingue dei Commentaires di Debord, così come del testo di Pasquinelli, porzioni di testo di Heidegger e Max Weber in tedesco o inglese, installazioni anglo/spagnole su Tijuana, testi francesi sulle banlieues, e così via. Dovunque mi era possibile ho usato testi o versioni italiane. Ho personalmente tradotto in inglese e ripubblicato mesi dopo una specie di manifesto sui presupposti del blog e del lavoro iniziato. C’è stato un muoversi avanti e indietro dall’Afghanistan di Breznev allo squallido Caffè del Castagno di Orwell, da una immagine presa dal video del primo trip con l’LSD  di Syd Barrett a altre di aerei Patriot che proiettavano davanti a sè una muraglia di fuoco. Era iniziata la guerra in Libia; nel blog si infiltravano variamente immagini di realtà passate, presenti (future ?). Saltavano fuori Binswanger e Laing e Foucault e Talcott Parsons e Luhmann e Jung e Lacan. C’erano Louis Wolfson, 'Aimée', Roussel, la Nadja di Breton, l’ultima poesia di Sylvia Plath, Kathy Acker,  Philip K. Dick, e un compianto tedesco sulla morte di Bin Laden. Van Vogt, William Gibson, Gérard de Nerval, Blake, Burroughs, Bernward Vesper (il mio studio su di lui), Sartre (lo stesso), e testi che avevo scritto in altri tempi e contesti. Moltissima musica. Ho raccolto immagini con cura e (penso di poterlo dire) con amore.
Ho sempre cercato di non presentare un elemento isolato (se non per produrre shock, a volte) ma di provarmi ad offrire riferimenti, valutazioni, punti di vista possibilmente multipli. Alla sezione sui LINKS è dedicata molta considerazione.
Strumenti base di lavoro sono stati, come sempre, i motori di ricerca  (Google book search and Google advanced scholars search inclusi) e le differenti edizioni di Wikipedia.
Penso di aver percorso in questi tre mesi un cammino intellettuale abbastanza complicato: lavorare avendo in mente un pubblico e degli interlocutori è completamente differente dal silenzioso eroismo del pensiero (come, credo, Hanna Arendt l’ha chiamato). Ho fatto scoperte (a volte riscoperte) che non avrei mai ipotizzato. E molte idee sono venute da commenti, suggerimenti, critiche di altri. Farò alcuni nomi (scordandone molti): Emilio  Franti, Jacopo Valli, Marina Nardi, Mariapia Quintavalla, Bruno Gulli; naturalmente Antonio Chiari e Maria Inglese; Matteo Tonna; e, ancora naturalmente, William Michaelian, Tenzin Nanette Miles, Will Miller; Nemanja Nemus Medic, Giovanni Dursi, Matilde Marchesini, Francesca Alletto; Simonetta Melani, Caterina Nizzoli, Lorena Catania e Giulio Fabri Poncemi e Vincenzo Tradardi;  il Dr. Theodor Itten (S.Gallo), Leonardo Montecchi (Rimini), Matteo Pasquinelli (Berlino), il Dr. Bruno Meroni (Milano), Tom Poljansek (Tubinga), Steven Shaviro (Detroit), il Dr. Anthony Stadlen (Londra),il Dr. Pietro Barbetta, Emilio Valtellina, Marco Baldino; Antonella Moscati; Ennio Abate e Attilio Mangano (con tutta la loro attività e capacità intellettuale e dedizione); svariati colleghi e amici; mia moglie (che è una notevole psicoterapeuta, oltre a essere una persona notevole complessivamente); Edoardo, quasi 8 anni (terribilmente intelligente, e pure dotato di molto humour); molti pazienti, da cui ho imparato molte molte cose (e che mi hanno aiutato a dimenticarne alcune altre); Michael Hemmingson, con il suo genio multiforme; Antonio Caronia (la 'Enciclopedia dickiana' è puramente stupenda); il network BOLOGNA CITTA' LIBERA...
Così è stato come fare un viaggio: ‘dove vado oggi?’ Includedendo luoghi esotici (o inquietanti) come Kefar Malek, Cherokee (North Carolina), Detroit, Grozny, il Walden Pond, Aulnay-sous-Boi, Ettedhamen (sobborgo di Tunisi), L.A., Tarmeisa- Jebel Nafusa (Libia), Tijuana e così via.

Bene, ecco tutto.

Parma, 29 giugno 2011






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17-6 
45 v






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Grecia            
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Brasile
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Slovenia
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etc.


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martedì 28 giugno 2011

ABOUT PROBLEMS in Link: "The Re/Shaping of the Posthuman, Cyberspace, and Histories in William Gibson’s Idoru and All Tomorrow’s Parties" [Hui-chun Li, Taiwan, 2008]


















































































































































GOMI VERSION
















































I AM SORRY BUT IN THIS PIECE (WHICH I LIKE VERY MUCH) THERE ARE RECURRENT ABSURD FORMATTING PROBLEMS WHICH KEEP TURNING UP. RIGHT NOW I INSERTED A 'Y', AND THE PIECE OPENED UP. I DON'T HAVE RIGHT NOW THE TIME FOR FIXING IT (WHICH IS A LONG PROCESS (I HAVE LIKE TO SEW IT BACK TOGETHER UNIT BY UNIT)- SO FOR TODAY IT'LL LET IT STAND IN THIS DESTITUTED FORM- A SORRY EXAMPLE OF GOMI (THE JAPANESE EQUIVALENT OF KIPPLE, USED BY GIBSON)  GC JUNE  28- JULY 4

domenica 26 giugno 2011

Revolution 8 (da Emilio Franti): 'Always Wrong' [Wolf Eyes, 2009]





http://www.youtube.com/watch?v=2D-41QePToQ&feature=related


Sick is the head
Wish it was dead
Bodies not fed
Left for the dead

Sick is the head
Wish it was dead
Sewn parts of red
Cutting strips of leg 



http://en.wikipedia.org/wiki/Wolf_Eyes

tarmeisa- Jebel Nafusa (Libia)

log book 26-6-11: a backward look over travelled roads (G. Conserva) [PRESTO ANCHE IN ITALIANO]





In a little more than 10 days I'll be away, without my Apple, and my background files- for almost a month. It may be that I'll be able to post something once in a while, and read/send email sometimes, but anyway the blog's operativity will be reduced, in all likelihood, to almost nil.
So it seems the times are ripe for some reconsideration.


The blog is firmly entrenched, has a consistent audience both in Italy and outside (see the chart below). Some of these people I know (more on this later), the greater part not.


The first thing to say- already mentioned by me- is that my goal at the start was different from the way things turned out; it all began from a series of formal and informal exchanges of psy professionals from Parma, my colleagues- and from our diffuse grievances not just about  the well known funding problems which beset public services in Italy but, more, about:
a) the public/political indifference in which, at least apparently, our work (in the public sector mainly) was going on;
b)  the vast influence of purely bureaucratic/organizational attitudes, of standard (and dubious) versions of of a technicized but substantially watered down version of dynamic/behavioristic  psychology,  the omnipresence and fetish character of pharmacotherapy, the pervasive influx of what I have called the DSM universe (see for example the APPENDIX in my writing on Ellen West etc) ;
c) another constitutive aspect of the situation is the whole array of social-political-cultural-ethnic transmutations which are constantly taking place: from the pervasiveness of substance abuse in very young people to the 'economical crisis', to war, to the diffusion of social networks (which, among many other things, have proved themselves capable of taking on a DIRECT political role), to the changes in ethnic composition to the very scientific-technological revolution per se;
d) all of this is very little debated, not just in the general public but also among mental health professionals and decision-makers; and the residues of transformative psychiatric movements, attitudes and ideologies seem to have been since a long time watered down to 'trying to do best what little we can', or to a populist/catholic attitude of pure help to and acceptance of the most destituted (sometimes in the most honest terms- at times with unconfessed aspects of self-promotion and moral entrepeneurship in Szasz's sense); and, worse, all of our praxis  is inserted  into the complexity of the general power structure and the power conflicts of the power elite- POWER being not just a recursive element in psychiatric/psychotherapeutical discourse but rather an unconfessed, removed, substantial  determinant (or hidden signifier) of much of what is actually going on. On the whole, one could say that there is a global policy of deziformacija (regarding this social area as well as so many others).
e) correlative to all of this, the blog was to have a local target, and its primary aim was to reactivate communication lines in loco, help operators and not-operators go beyond passivity, plant seeds and give ideas for a new debate (and, maybe, a new social mobilization).-
This has not happened. The audience is there, perceived local feedback (apart from isolated- not inconsequential- moments) and new elements of organization have not so far materialized. The reasons for this may be of some interest, and debatable.


2.  So, it was a go for the city of bits and the different worlds.


3. I had at my disposal (and loooked for and found) a lot of files and links in different languages, often of relevant interest; I began bringing them in. So it's been the three language edition of Debord's Commentaires, as well as of Pasquinelli, text- portions of Heidegger and Max Weber in German, English/Spanish installments about Tijuana, French texts about the banlieues, and so on. Wherever I could I used Italian texts or versions. I personally translated into English a sort of position paper. There was a moving back and forth from Breznev's Afghanistan to Orwell's gloomy Chestnut Cafè, from a still of Syd Barrett's first LSD trip to images of Patriot airplanes projecting a wall of fire. The war in Lybia had begun; elements of past and present (and future?) reality filtered variously through. There turned out Binwanger and Laing and Foucault and Talcott Parsons and Jung and Lacan. There were Louis Wolfson, 'Aimée', Roussel, Breton's Nadja, Sylvia Plath's last poem, Philip K. Dick, a German dirge on Bin Laden's death. Van Vogt, William Gibson, Gérard de Nerval, Blake, Burroughs, Bernward Vesper (my study on him), Sartre (the same),and texts I'd written in other times and contexts. A lot of music. Images I collected with care and (I think I can say) love. I always tried not to give a naked element (apart from shock purposes), but to try to offer references, evaluations, possibly multiple viewpoints. The LINKS section is much thought of.
Basic work instruments were, as always, the search engines  (Google book search and Google advanced scholars search included) and the different Wikipedias.
I think I have made a rather complicated intellectual journey these 3 months: working with an audience and with interlocutors in mind is completely different from the silent heroism of thought (as, I think, Hanna Arendt called it). I made discoveries (sometimes re-discoveries) I'd never have taken into consideration. And many ideas came from others' comments, hints, criticisms.
I'll make a few names (forgetting many); Emilio  Franti, Jacopo Valli, Marina Nardi, Mariapia Quintavalla, Bruno Gulli; of course Antonio Chiari and Maria Inglese; Matteo Tonna; and, still of course William Michaelian, Tenzin Nanette Miles, Will Miller; Nemanja Nemus Medic, Bruno Gulli, Giovanni Dursi, Matilde Marchesini, Francesca Alletto; Simonetta Melani, Caterina Nizzoli, Lorena Catania and Giulio Fabri Poncemi and Vincenzo Tradardi;  Dr. Theodor Itten (S.Gallen), Leonardo Montecchi (Rimini), Matteo Pasquinelli (Berlin), Dr. Bruno Meroni (Milano), Tom Poljansek (Tubingen), Steven Shaviro (Detroit), Dr. Anthony Stadlen (London),Dr. Pietro Barbetta, Emilio Valtellina, Marco Baldino; Antonella Moscati; Ennio Abate and Attilio Mangano (with all of their activity and ideas and dedication); sundry colleagues and friends; my wife (who is a remarkable psychotherapist, besides being a remarkable person in the whole); almost 8 years old Edoardo (terribly smart, and witty too); many patients, from whom I learned many many things (and who helped me forget some others); Michael Hemmingson, with his multiform genius; Antonio Caronia (the 'Enciclopedia dickiana' is absolutely great); the BOLOGNA CITTA' LIBERA network...


So it's all been like a making a trip: 'where do I go today?' Including exotic/ ominous  places like Kefar Malek, Cherokee (North Carolina), Grozny, the Walden Pond, Aulnay-sous-Boi, Ettedhamen (Tunis), L.A., Tijuana and so on.


Well, that's it.


GIACOMO CONSERVA, Parma, Italy




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