BEYOND THE ADVANCED PSYCHIATRIC SOCIETY- A COLLECTIVE RESEARCH/ OLTRE LA SOCIETA' PSICHIATRICA AVANZATA- UNA RICERCA COLLETTIVA


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sabato 10 gennaio 2015

sabato 3 gennaio 2015

"Il sutra delle stelle" Giacomo Conserva, 1979


Sutra delle stelle



I
la concentrazione permette di vedere le stelle/ questo vuol dire che esiste un mondo oggettivo/ che è
possibile giungervi & toccarlo
che non c'è solo la nostra identità personale, storia, bad luck
ma anche
da qualche parte, raggiungibile con qualche tecnica
un mondo di dolcezza dove la comunicazione fra i corpi avviene in modalità-
che è poi il motivo che sta dietro all'immagine delle stelle in David Bowie, la musica che suona da
Station to station ai nostri corpi/cervelli
& che questi regni possibili è possibile percorrerli insieme
ogni nuovo stato/storia che si anima in un universo/ galassie che si espandono lentamente roteando
su se stesse
& è possibile muoversi in mezzo a un vortice tenendosi per mano
anche se tutto è impermanente tutto è reale
così l'amore è reale
& i corpi che si toccano sono reali
& la dolcezza è reale
& se in qualche modo bisogna confrontarsi con la morte
be', bisognerebbe rispondere alla domanda: tutto questo quanto dura
& gli attimi di coscienza sono fuori dal tempo
& ci si accende & ci si spegne (turn on, nirvana)
dentro/ fuori dal tempo
da soli o con altre persone

& queste strofe risuonano fuori dal tempo
se tu sai vibrare alla lunghezza d'onda del sintetizzatore
se sei capace di vedere le unghie delle mani diventare gialle
rosse verdi nere blu
la tua spina dorsale una montagna
le tue braccia & gambe continenti
& vedi le stelle con gli occhi della mente
viaggi in mezzo a loro in una gioiosa compagnia
& non ti limiti a provare sofferenza, ma joy, gioia
gioia per quello che ti è dato vedere & toccare
gioia per quello che sei e puoi essere
gioia per le persone che hai incontrato

canta un mantra lungo il cammino
con voce un po' stanca, magari, chi se ne frega
siamo passati all'altra sponda
siamo passati all'altra sponda
siamo passati all'altra sponda



II
il mondo da cui nascono le visioni è questo,
il mondo degli incubi è questo,
questo è il mondo delle nuvole rosse
& è il mondo di liberazione
e questo è il mondo reale/ non reale.
Non bisogna farsi ingannare dal luccicare degli specchi,
non préndere acqua chiara per uno stagno fangoso
oppure assúmili l'uno dentro l'altro.
Vorrei trovare le parole per descrivere quello che vedo
e condurvi per mano in un prato di erba azzurra
dove una luna sorge nel cielo.
Se partirete per un viaggio potremo incontrarci.
Per il resto, abito nel solito posto.

amo 4-5 persone; nei miei sogni parlo con loro,
nei miei sogni, mi rispondono.
Non fatevi ingannare dalle allegorie.
Tutto questo avviene realmente.
Noi ci incontreremo tutti su un pianeta fatato
(gate gate paragate)
saremo sicuramente passati, sicuramente giunti.






giovedì 1 gennaio 2015

"Una poesia per il Vuoto", Giacomo Conserva (Fine 1974, circa. Neruda degli inizi, de Quincey, Tennyson sull’oppio; Philosophies of India di Zimmer, il Diario Indiano di Ginsberg; un décor sontuosamente funerario; visioni visioni visioni)



UNA POESIA PER IL VUOTO




1) Perché l’oscurità non è nata-
Ho visto la gloria di Dio
due miliardi di stelle
accendersi e spegnersi spegnersi-
perché in un buco nero non c’è silenzio
e il nirvana non è un giardino sbiadito
incendiato da raggi d’aurora
al tramonto
perché la luce non odia il buio ma viene dal buio
e Lei non odia il buio-
perché siamo qui a muoverci venendo dall’Oscurità alla luce-
senza sapere bene, cantiamo le sue lodi.


2) Chi ha detto che il nostro amore omosessuale
deve disperdersi come bambini verso il niente?
chi ha riempito di foto la nostra testa?
chi si aggira lento
tagliando teste
consegnando i sogni d’acido al vuoto
spegnendo una dopo l'altra le luci, fermando le girandole
bloccando gli schermi sull’ultima partita
non giocata
il vincitore per sempre ignoto-
chi trae una trama sottile
di niente fra le stelle-
ed ha il corpo coperto di stelle ma non è una stella
e canta nel vuoto ma non è il vuoto-
e non odia la luce perché non ha bisogno di odiare la luce
annullando ogni ricordo-
chi è un buco senza fondo
dove si cade si cade per età senza tempo-
solo il pozzo grigio dove si cade,
solo la sensazione di stare cadendo-
chi si è trasformato in nebbia attorno alle nostre finestre
o scintillante ghiaccio a mezzogiorno-
chi taglia teste, ed è una testa che sorride-
una testa che si decompone per sempre-


3) Kali la nera non tollera regali
è l’abisso da cui sorgono le forme ma non ama le forme
è lo stampo ma non ha l’amore del vasaio
è la madre ma non si può nemmeno dire crudele
distrugge le forme muovendosi con lentezza
le assorbe dentro di sé come le ha mandate fuori
le unisce nel suo vuoto senza fondo
nel suo nero senza fondo.


4) Kali la nera fa scoppiare la testa
con un coltello puntato sul cuore
guardando dalle stelle-
quando la testa scoppia le costellazioni scompaiono
cessa la danza di primavera sotto al pino
tu scompari ed il tuo amore
non c’è mai stato non ha mai avuto un senso
niente è mai esistito.


5) Ho deciso di scrivere un inno di lode a Kali
perchè l’altra notte ho fatto un incubo
che ero in un buco senza fondo e urlavo e nessuno
veniva a soccorrermi
e tutto questo era bello e dovevo propagare l’Oscurità
e predicare l’Oscurità ed in questo annullare ed annullarmi
distruggere la vita perché il nero ritornasse
distruggere teste perché il nero ritornasse.

Adesso ho davanti un accendino e non ho distrutto niente
il tempo delle distruzioni non è ancora venuto
però ho scritto questa poesia
e la dedico a tutti quelli che hanno incubi nel cosmo.


6) Sono pieno di terrore per il Vuoto
non so come farò a sfuggirgli-
non so quali trucchi inventerò per non cadere nel Vuoto
per non essere succhiato e preso fra le stelle-
per non vederle muoversi veloci, lontane
gelide vederle in una notte senza giorno-
per non finire nel Sole-
per non essere cenere nel Vuoto.


7) Lei mi circonda come una madre
tesse amorose reti attorno al mio corpo
inventa inganni per blandirmi
mi punisce distruggendomi con uno sguardo.
Io sono l’Oscurità ed io
sono il Vuoto e
non ho nessun senso se non per questo vuoto
che porto alla luce e che faccio parlare
per le stelle che spengo per il contributo che dò
alla battaglia eterna contro il vuoto.
Ed io sono la nuova terra e da me nascerà la vita
ma non ne sono orgoglioso
che minimamente.
Ed io ho scritto questa poesia e sto per andare a dormire
per reincontrarmi con il Vuoto.







"Viaggiatori mentali" di Giacomo Conserva e Jesse S. Cohn (attorno a "IL VIAGGIATORE MENTALE", di William Blake; da Kasparhauser n.10, dicembre 2014)



1. William Blake, “Il Viaggiatore Mentale” (Pickering Manuscript). 2. Jesse S. Cohn, “Il viaggiatore mentale di Blake”, 2000. 3. Bibliografia di ricerca su The Mental Traveller. 4. Nota finale, dal libro di Northrop Frye su WB.
http://www.kasparhauser.net/periodici/10%20Lichtung/Conserva-Blake.html
https://www.academia.edu/9970120/_Viaggiatori_mentali_di_Giacomo_Conserva_e_Jesse_S._Cohn