BEYOND THE ADVANCED PSYCHIATRIC SOCIETY- A COLLECTIVE RESEARCH/ OLTRE LA SOCIETA' PSICHIATRICA AVANZATA- UNA RICERCA COLLETTIVA


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martedì 18 luglio 2017

Vincenzo Crosio, "Il kōan del ramo spezzato" (Aletti Editore, 2017; libgen- link cambiato per problemi del sito)






 “Io non ricordavo come Vincenzo fosse arrivato a Fudenji, ma ricordo ancora chiaramente lo sgomento che mi assalì quando, alle prime ore del mattino, nell’ombra della notte, scorsi il ramo spezzato della tuya ai piedi della porta...” (pag. 9)
F. Taiten Guareschi, abate di Fudenji

Una autobiografia trascendentale- come fu detto di due meravigliosi e terribili romanzi di Philip K. Dick: 'Scrutare nel buio' e 'Valis'. Supremamente veritiera, supremamente distorta; il mondo chiuso dove, come diceva Marco Aurelio, non c'è che la monotona ripetizione dello stesso- il 'se abbiamo fatto A allora dobbiamo fare B' della coazione interiorizzata- il rien à faire di Vladimiro e Estragone- vengono magicamente e sottilmente trasposti in un multiverso ove è possibile non solo cercare ma anche TROVARE il nuovo. Niente di più e niente di meno. No hidden catch, no strings attached: freedom.

“Adesso abito qui. Amo guardare il volo dei gabbiani e d’inverno il mare in tempesta. Il mio passato, quando ripenso al passato, mi appare lontano, molto lontano. Il mare in tempesta adesso mi appare lontano, è soltanto un fulmine in un mare in tempesta. Scorre tutto molto lontano mentre vedo volare i gabbiani e le barche dei pescatori che lentamente si allontanano dalla riva. Solo la voce di mio figlio quando mi chiama, interrompe il fragore dei ricordi. «Vieni dentro, papà, s’è fatta notte, vieni a letto…». È un caro figlio, come tante cose il prodotto di un sogno invocato, è il segno di un voto concesso,di una grazia concessa. Vado in giro nel mio villaggio vicino al mare, attraverso le viuzze dei borghi. Scruto le persone, è povera gente che porta sul volto le rughe di un antico destino. A volte mi fermo e qualcuno mi dice che ha un malore, s’è sparsa la voce che sono un bravo medico e che alla povera gente non faccio pagare. Spesso i muratori che gli ho levato il mal di schiena o gli ho guarito il figlio dalla febbre, mi regalano portandomela a casa una gradevole bottiglia di vino al posto dei soldi. Sorrido, ricordandomi che sono semplici e veri come gli indios delle Ande. Ecco, il mio nome è Oscar la Cayenna, mi chiamo Oscar la Cayenna.” (pag. 129- Ende)

[Un forte mal di testa e un dolore ai polmoni 17
Davanti alla Legge 20
La pietà di Dio ma non degli uomini 24
Trovare una soluzione non significa trovare un tesoro 31
Quante incomprensioni: è qui vicino 39
Da Milano ad Arequipa 45
La cosa più difficile? Mettere i ricordi nella valigia 52
Vedevo solo piante, enormi e dalle grosse foglie 63
Il Rettificatore 69
Milano, New York, Città del Messico, Lima 71
Un altro, lunghissimo, interminabile viaggio 79
Nel villaggio, in una capanna, da solo, sdraiato
su di una stuoia, in attesa di Juan Ramon 82
Il risveglio in un mattino dorato 86
Quale realtà stavo vivendo, quella della realtà
o quella del sogno? 92
Zazen sulle rive del grande fiume 95
Una mattina all’alba, la guerriglia venne al villaggio 100
La rapina al Banco Postal 105
Navigando a vele spiegate nel mondo dei sogni 110
Sulla Jeep guidata da Duarte 112
In una grande caverna dove vidi JehsusIncarri 116
Il ritorno a casa 120 ]
L’angelo dalle sette ali. Ritornando indietro
con la memoria a quand’ero bambino 124

NOTE 131 

(link cambiato per problemi tecnici)

sabato 15 luglio 2017

Vincenzo Crosio, "Ferlinghetti Bar" (Aelia Laelia, 1986; 75 pag,; libgen- link cambiato per problemi del sito)


http://gen.lib.rus.ec/book/index.php?md5=7DB63FD1CDA5A5ABC938C645EAF12120

Marverth, Koblinsky, Ovgor, Elisabeth Ann, punta Onckill, Gunnar T., Oniak, Sistema S.I.T., Pippock, Anastasio Peruda, Matteo Kopperwitz, l'Irmour, Lorely, the Bank for International Settlements, Vladimir Jacek, i Kuci, i nomadi Aramoch, Lu-Ku, la bellissima Olga Miller, Thomas, 
Astred, George Watson, il capitano FitzRoy...

I nomi e le storie si intrecciano

Pound, Leautreamont, Omero

A tremila miglia dal Bolivia Hotel dove centinaia e centinaia di antropi a quell'ora muoiono dal caldo e il caldo li rende nervosi sotto la tabella elettronica.
Appiccicati l'un l'altro in dolci amplessi e in interminabili racconti passano la vita in preda a tumultuosi rancori o in attesa della fine. Che qualcuno gli procuri una fine, perché non è possibile vivere tutta la vita in una gabbia, in una palla di vetro sotto la Grande Tabella memoria-segna- -tempo che sviluppa una temperatura media di 45 gradi Celsius che ripete all'infinito il tabacco cubano è il migliore del mondo... 

venerdì 30 giugno 2017

I NOMI DI YAHWEH (da "Del non scrivere per i fantasmi", G.Conserva in AAVV "Jean-Jacques Abrahams. Un singolare gatto selvatico", ombrecorte 2017)



V I NOMI DI YAHWEH (19-12-73, Bruxelles)

Il primo figlio di JJA venne chiamato Yahweh. Era, racconta lui, un nome non previsto dalle leggi del paese, perché non si trovava in nessun libro posseduto dalla biblioteca reale. I genitori scrissero allora un documento, e lo depositarono là, così che la loro scelta fosse legittimata. E il testo è una tenera fiaba. Il nome Yahweh viene spiegato, e vengono elencati gli appellativi di cui si circonda, e che circondano il bambino.
“Yahweh, tu sei il padre, sei colui che dà il nome, e perciò si dice che il bambino è il Padre dell’Uomo
Gli diedero dunque all’inizio i nomi del Dio creatore d’Israele, per fare capire che questo bambino non era in effetti solo un bambino ma il creatore stesso, e non una creatura. Bisognava dunque che si chiamasse Yahweh, Adonai, Elohien”. Ma, avendone il diritto, gli diedero pure il nome di quelle cose di cui egli

“era per sempre la personificazione e la rappresentazione vivente:
Sguardo, Presenza, Voce!
Lo chiamarono anche Luce, perché era pure la Luce che mette fine alle tenebre.
Lo chiamarono anche Amore... Maternità... Origine... Superman... Dolcezza... Pietà... Giustizia...
Nascita... Godimento... Il Liberato, come Mosè... Totalità... Parola... Linguaggio... Messia...
Immediatezza... Luce dell’Occhio e Profondità del Desiderio... Mediazione... Claire e Julienne... Riconciliazione... Sorriso... Paradiso... Re... Spada che mette fine al conflitto, alla dualità... Corpo, Carne, Verbo... Signore... Bocca, Labbra, Faringe... Amico... Fraternità...
Tu sei parola per parola il bambino, il Dio sorto dal limo delle pagine, colui che si è levato su di loro e tu ti volti e vedi questo libro da cui nasci, da cui fai nascere i tuoi. Tu guardi leggendo, lui ti ama, tu sei amato.
Tu sei sorto dal solco della linea, sei sorto da tutti i nomi, da quest’opera, da questo attraversamento del negativo”.

Nathan di Gaza, Sabbatai Zevì, Baruch Russo, infine Jakob Frank annunciarono nel 17°-18° secolo una nuova Torah, che sarebbe andata di pari passo con la Redenzione – non solo del popolo ebraico disperso e oppresso, ma dell’Universo. Con gesti paradossali la vecchia Torah veniva de-sacrata, con la forza di nuovi (blasfemi!) gesti e riti introdotto il regno messianico fondato sulla attualizzazione del Paradiso, la libertà e la gioia del corpo, sulla fine del giogo delle vecchie leggi. “Benedetto Colui che permette quello che è proibito” scrisse Jakob Frank, di cui non ho dubbi che JJA sia l’erede (o la reincarnazione, come dicevano allora). – “Sono colui che porta alle nozze, non quello che fa nascere” dice JJA in Phallophonie. Non lo spirito disincarnato, il Nome del Padre e la sua legge, l’accecamento e l’assordimento e l’alienazione, ma le nozze, l’incesto, la maternità, la fecondità, la jouissance/godimento- la gioia.
[Yahweh è nell’ebraismo il nome che non si deve usare invano né pronunciare: quando la Torah viene letta, lo si pronuncia Adonai- mio signore-, o HaShem, il nome. Se è iscritto su oggetti o libri, questi devono essere custoditi con venerazione e ritegno. Prima della distruzione del Tempio, veniva pronunciato dal solo Sommo Sacerdote durante lo Yom Kippur (Giorno del Pentimento).
Al sacro nome sono associati poteri e proprietà nascoste (coestensivi/e all’universo); – a volte le si metteva in luce con complicate sostituzioni di lettere, raddoppiamenti, combinazioni – sempre con raccoglimento, devozione, timore, rispetto.]

JJA: ‘Yahweh’ in lHaM, pp. 265-277; ‘Phallophonie’ in CISTRE 1978 (MONOD), pp. 88-102.
Gershom Scholem, “Le grandi correnti della mistica ebraica”, Einaudi 2008 (1941).
Harris Lenowitz ed.,“The Collection of the Words of the Lord [Jacob Frank]” https://archive.org/details/TheCollectionOfTheWordsOfTheLordJacobFrank
Hebrew for Christians’, “The Hebrew Names for God” http://www.hebrew4christians.com/Names_of_G-d/names_of_g-d.html.













Giacomo Conserva: DERIVE METROPOLITANE, A/traverso 1990 (hist. note Franco Berardi,1978)


http://libgen.io/book/index.php?md5=bb3a4df0cbbe3969c908513390df3227

Giacomo Conserva: DERIVE METROPOLITANE, A/traverso 1990 (hist. note Franco Berardi,1978)- 
76 pp




Texts from the early '70s to 1990. Poems, songs, tales, commentaries, a translation from a chapter of SRDelany's "Stars in my pocket like grains of sand", a piece of theory from Bifo Berardi as appendix etc- everything jumbled up together to hopefully open the mind and the heart. Several of the texts having variously appeared before here and there (and later too, on the Net). Forever inside the music- Lou Reed, David Bowie, Transvision Vamp, SS Sputnik, Patti Smith etc. (That the Muses of Memory become the Muses of Imagination)-

Table of contents

Poesia d'amore in tempi di ingegneria genetica - Dopo mezzanotte WESTERN EUROPE TIME - Hanging out with Halo Jones - Derive metropolitane - Il ritorno del duca bianco - Caroline dice - she is a spaceship (non e' strano?) - I sogni di Mharo - Si era persa - Ho incontrato un mostro - Ziggy Stardust, the Spiders from Mars und Aldo Moros Entführung - I wanted to tell you the whole truth - non so, non sapevo - Mattino (Stars in my pocket like grains of sand) - In Milan there is a subway station - 1990 (Is this the future?) - proposta di intitolare una piazza alla amata memoria di Margherita Cagol (morire a Kuwait City) (Iram delle colonne) - La Legione dello Spazio.
NOTA STORICA: Critica dell'economia politica della deriva metropolitana, Franco Berardi, METROPOLI, 1978


domenica 14 maggio 2017

On the surface of the planet


On the surface of the planet
it is the seventeenth year I live
with my deer and my long bow.
I speak with birds at times
(mynah birds, birds of paradise)
in dialects I invent, light as the wind.
When evening falls I remember
the other worlds.



giovedì 27 aprile 2017

Saoshyant, der Erlöser


???
(a videogame maybe?)
(possible Korean war?)
no, they're waiting for Saoshyant, the REDEEMER! 


[see Iranian religions in Eliade's Treatise, Vol.1]